Fidarsi è bene…

Per empatia ci si fida e poi ci di affida.

Ma partire informati si è a metá dell’opera e ci si può muovere con più libertà entro determinati contesti qualunque essi siano.

Per il mio personale modo di vedere la quotidianeità se ho informazioni a sufficienza posso organizzare la mia agenda giornaliera.

Nel dizionario trovo la parola COMUNITA’ mi incuriososce e leggo “Insieme di persone unite tra di loro da rapporti sociali, linguistici e morali, vincoli organizzativi, interessi e consuetudini comuni: la c. nazionale, cittadina; agire nell’interesse della c.; c. umana, la società degli uomini, il consorzio umano; c. di affetti, la famiglia”

Alcune volte il passaggio di una qualunque informazione viene a meno oppure è riservata a chi già sà.

Chi può attingere solo parzialmente a tali informazini ed è propenso a farcela attivamente nella stessa comunità. Osserva attentamente,ascolta attivamente,cerca soluzioni,cerca di chiedere e condividere e cerca almeno di capire quale figure professionali possono esser in quel il mezzo per ottenere almeno il meglio.

In teoria questo crea dis~oportunitá.

Nella dis~oportunitá vi è la differenza.

Nella differenza vi è la diversità.

La diversità è accomunata da doveri e diritti.

Siamo donne oltre le gambe c è di più.

Riflettevo sugli stereotipi di Donna e su tutti i preconcetti che esistano su loro.

A parer mio la Donna è molto importante nella società essa riesce a fare mille cose contemporaneamente.

Finchè essa si ama tiene acceso quell’ energia creatrice che ha in lei.

Non concepisco la violenza di nessun genere sulle Donne dalle parole,ai gesti ad ogni forma di non rispetto.

Eppure esiste.

Molti associazioni nascono per prendere visione dei propri diritti perchè generalmente non si è mai soli.

E anche i propri doveri.

Stare informati è l’unica via d’uscita quindi non riesco neppure ad immaginare la solitudine di quelle donne al quale viene tolta anche quell’unica possibilità di sentirsi libere.

Conoscere è libertá di muoversi!

“Rimasi sempre affascinata dalla storia di una donna che visto il figlio in difficoltà sollevò un macchina per salvarlo.”