La tristezza è un’emozione che non chiede permesso: arriva silenziosa silenziosa e si posa nella profonditá dell’anima. Non è “negativa”, ma un movimento interiore che rallenta, che invita a fermarsi, a guardare dentro con occhi più sinceri.
È quella sensazione di peso al petto, di sguardo che si abbassa, di pensieri che scivolano più lenti. È un’emozione che svuota per fare spazio, che ci costringe a lasciare andare qualcosa, anche se non sappiamo bene cosa.
La tristezza:
rallenta il ritmo, riportandoci a un ascolto più profondo;
purifica, come una pioggia che lava vie strade interiori che avevamo dimenticato;
rende morbidi, perché ci spoglia delle corazze e ci riportano al vero;
ci ricorda la nostra sensibilità, quella parte di noi che spesso nella frenesia teniamo nascosta.
In un periodo ugioso, grigio, umido, la tristezza trova terreno fertile.
L’umidità abbassa l’energia, la luce è poca, il corpo cerca calore e la mente tende ad avvolgersi in una coperta di malinconia.
🌿 Oli essenziali che accompagnano la tristezza non “cancellano” l’emozione — e sarebbe un errore farlo — ma la accolgono, la scaldano, la rendono più respirabile e sono :
Da erborista ritengo che la prevenzione è l’arte di coltivare equilibrio prima che il corpo reclami attenzione attraverso la malattia.
Non è solo “evitare che qualcosa accada”, ma creare le condizioni affinché la salute possa perdurare nel tempo.
Il corpo è come un ecosistema vivo — e come ogni ecosistema, ha bisogno di terreno fertile, ritmo e armonia per fiorire.
Prevenire significa nutrire quel terreno prima che si impoverisca.
🌿 vi sono tre radici della prevenzione:
Ascolto
La prima forma di prevenzione è l’ascolto profondo. Si impara che il corpo parla molto prima di “ammalarsi”: un sonno irregolare, una digestione lenta, una mente agitata sono già segnali di squilibrio.
Regolarità
La salute ama la costanza: pasti equilibrati, ritmo sonno-veglia, pause di respiro. Le piante officinali non sono rimedi d’urgenza ma compagne di manutenzione esempio il tarassaco che sostiene il fegato nelle transizioni stagionali, o la melissa che armonizza il sistema nervoso quando la vita accelera.
Armonia con i cicli naturali
La prevenzione, per un erborista, non è mai separata dal ritmo delle stagioni. In autunno si depura e si rinforza, in inverno si nutre, in primavera si purifica, in estate si protegge e si rinfresca.
Penso che in una societá frenetica ,dove ci si ciba anziché nutrirsi ,dove la mente agitata,il respiro corto ,dove il sé piú profondo si trova spesse volte disallineato,dove si ricorre d’urgenza al farmaco per silenziare i sintomi ed essere immediatamente disponibili per una nuova corsa lascia poco spazio alla prevenzione.
Ma attraverso l’abilità alla risposta e la consapevolezza di ciascuno di noi si puó far tanto.
Il mese del sole 🌞 in cui i nostri ritmi cambiano. Prendiamo più contatto con NOI stessi e rallentiamo. Cambia il ritmo sonno-veglia per un epifisi iperattiva sono consigliate infusi di radice di escolzia accompagnata da biancospino,melissa e passiflora la sera prima di coricarsi. Tutt’attorno soffre la siccità e anche il nostro corpo ne risente con un sangue più vischioso infatti é frequente gonfiori,crampi e formicolio agli arti inferiori. Le piante utile per depurare il sangue così da arrivare a settembre con un ottimo e attivo sistema immunitario sono ortica,linfa di betulla,cipresso… Ad agosto facciamo i conti con le zanzare quindi: L’olio essenziale di lavanda ha effetto analgesico. L’olio essenziale di limone o melissa blocca il prurito. L’olio essenziale di tea tree antibatterico per ferite infette. É frequente l’esposizione solare quindi un buon gel d’aloe o olelito di calnedula come dopo sole Da tenere a portata di mano. Un ottima idea é quello di portar con sé degli olii freschi e antibatterici come pino mugo,menta piperita… quando fuori è molto caldo.
A volte mi capita la malinconia improvvisa senza un motivo apparente arriva e va via. Momenti in cui non c’é un valido motivo per il cambio rotta d’umore. Son solita chiamarla nuvola fantozziana!
Alcuni oli essenziali possono aiutare A riequilibrare l’umore, calmare la mente o sollevare lo spirito.
Effetti:Rilassante e allo stesso tempo tonico dell’umore. Ideale per: Sensazione di pesantezza emotiva senza cause precise.
🌿3. Ylang Ylang (Cananga odorata)
Effetti: Euforizzante, riequilibrante del sistema nervoso. Ideale per:Apatia, malinconia, stanchezza mentale.
🌿4. Incenso (Boswellia carterii)
Effetti:Meditativo, stabilizzante, porta centratura. Ideale per: Quando ti senti “perso” o scollegato da te stesso.
🌿 5. Arancio dolce (Citrus sinensis)
Effetti:Alleggerisce la mente, stimola la gioia e la spensieratezza. Ideale per:Tristezza lieve o calo di vitalità.
🌿6. Rosa (Rosa damascena)
Effetti:Profondamente armonizzante, utile per cuori tristi. Ideale per: Malinconia profonda e bisogno di conforto emotivo.
🌀 Modalità d’uso!!
Diffusione ambientale:5-8 gocce in un diffusore a ultrasuoni per 20-30 minuti. *Inalazione diretta:1-2 gocce su un fazzoletto, da annusare all’occorrenza. *Massaggio:2-3 gocce in 10 ml di olio vettore (jojoba, mandorla dolce) su polsi, collo, cuore o pianta dei piedi.
💡 Suggerimento sinergico (miscela)
“Luce interiore” – per malinconia senza motivo
2 gocce di Bergamotto 2 gocce di Lavanda 1 goccia di Ylang Ylang
Le zecche, oltre a essere fastidiose, possono trasmettere malattie come la malattia di lyme.
🕷️ Oli Essenziali con Efficacia Antizecche
🌿Eucalipto citriodora Altamente repellente (zecche e zanzare) 🌿Geranio (Pelargonium graveolens) Scientificamente efficace contro le zecche. 🌿Tea tree Antiparassitario naturale 🌿Citronella Repellente generale 🌿Lavanda Lenitiva, azione lieve 🌿Chiodi di garofano Molto forte, usare con moderazione 🌿Legno di cedro (cedro dell’Atlante o Texas)Ottimo per zecche, pulci, acari
🧴 Ricetta: Olio Corpo Antizecche Naturale (100 ml)
Base oleosa:
90 ml olio di cocco frazionato, jojoba o mandorle
Oli essenziali (totale ~2%)
10 gocce geranio 10 gocce eucalipto citriodora 5 gocce tea tree 5 gocce legno di cedro
Agita bene prima dell’uso. Applicare su caviglie, gambe, polsi, collo prima di camminate o permanenza in zone boschive o con erba alta.
💦Spray Antizecche per Corpo e Vestiti (100 ml)
Ingredienti:
50 ml acqua distillata o idrolato di lavanda 30 ml alcool alimentare o vodka 20 ml glicerina o aloe liquido (facoltativo, idrata) 30-40 gocce di oli essenziali totali (vedi sopra)
Spruzza su abiti, scarpe, cappelli e pelle esposta. Evita occhi e mucose. Agita prima dell’uso.
👶 Per bambini > 2 anni
geranio e lavanda a concentrazione < 1% (massimo 10-15 gocce totali su 100 ml)
RAPPORTO COMPLETO: “IL MALE DETTO” = MALATTIA! IL LEGAME TRA LE NOSTRE EMOZIONI La prospettiva yogica considera il corpo come uno strumento di sviluppo spirituale. Come ogni strumento, il nostro corpo ha le sue regole e il suo linguaggio. È solo per ignoranza che non possiamo (o non vogliamo) ascoltare e comprendere i suoi messaggi. Oggi è diventato normale reagire alla malattia o al dolore con azioni repressive. Cosa succederebbe se, attraverso un sistema di “decodifica corporea”, cercassimo di trovare la causa di una malattia, che si trova sempre nella psiche? Le fasi della formazione della malattia Nella sua opera, l’Ashtanga Hridaya Samhita (VII secolo), Vabghata descrive sei fasi nello sviluppo di una malattia: Psichica: la fase causale, quando lo squilibrio appare a livello subconscio. Questo squilibrio è legato a una concezione dell’ego nell’interazione con il mondo esterno. Energetico: lo squilibrio del sistema dei canali energetici (nadi). Neuroendocrino: disfunzione del sistema neuroendocrino (lo squilibrio si manifesta a livello fisico); Endotossico: lo sviluppo di tossine in diverse parti del corpo; Sintomatico visibile: la comparsa dei sintomi clinici della malattia; Terminale: la distruzione dell’organo malato. Non è difficile dedurre in quale di queste sei fasi interviene la medicina occidentale nella maggior parte dei casi. Vediamo qui che i sintomi che si manifestano a livello corporeo sono l’ultimo grido del sistema per farsi notare. E in risposta a questo grido, cerchiamo spesso di mettere a tacere il corpo invece di gratificarlo. Dizionario delle Malattie Esiste ora un’intera opera scritta da Jacques Martel, “Il Grande Dizionario dei Disagi e delle Malattie”, che ci permette di comprendere i nostri stati interiori attraverso osservazioni esterne. Questo libro è una sorta di guida per comprendere ciò che sta accadendo e per portare alla luce ciò che potremmo tendere a reprimere o a non voler vedere. Tutte le emozioni che reprimiamo dentro di noi perché non possiamo o non vogliamo verbalizzarle possono cristallizzarsi in diverse parti del corpo o manifestarsi attraverso questo o quel problema fisico. Il panico può causare diarrea. Trattenere rabbia o risentimento: una crisi epatica. Difficoltà a trovare o prendere il proprio posto può causare ripetute infezioni del tratto urinario. Qualcosa che non vogliamo sentire o quando non ci ascoltiamo: infezioni alle orecchie, mal d’orecchi. Qualcosa che non abbiamo osato dire, che abbiamo ingoiato: tonsillite, mal di gola. Rifiuto di cedere, di piegarci, di obbedire o di sottometterci: problemi al ginocchio. Paura del futuro, paura del cambiamento, paura di rimanere senza soldi: mal di schiena. Intransigenza, rigidità: dolore al collo e torcicollo. Conflitto con l’autorità: dolore alla spalla. Quando ci assumiamo troppi impegni: anche dolore alla spalla con sensazione di peso. Affrontare una situazione o una persona senza permetterci di esprimerci: mal di denti, afte, ascessi. Incapacità di andare avanti: dolore ai piedi, alle caviglie. La colonna vertebrale è anche una zona meravigliosa per indagare tutte le nostre emozioni represse! Illustrazione dal libro di R. Fiammetti: mappe del linguaggio emotivo del corpo con una “decodificazione della nostra schiena”. Alcuni estratti dal libro di Jacques Martel Fegato Il fegato rappresenta le scelte, la rabbia, i cambiamenti e l’adattamento. I problemi al fegato possono verificarsi quando non si è in grado di adattarsi ai cambiamenti, siano essi professionali o familiari. Difficoltà ad adattarsi a una situazione. Una continua sensazione di mancanza o paura di perdersi qualcosa. Rabbia repressa. Persone inclini alle malattie del fegato: coloro che sono molto critici e giudicanti (se stessi e gli altri) e/o che si lamentano spesso. Cistifellea La cistifellea è legata al mondo esterno, alla vita sociale, alle difficoltà, agli ostacoli, al coraggio. Alla lotta. Allo spirito di conquista. Preoccuparsi, preoccuparsi e diventare ansiosi. Sensazioni di ingiustizia. Rabbia, risentimento. Sensazione di essere invasi, invasi da una persona autoritaria. Aggressività repressa e covante, malcontento represso. Rifiuto di agire. Difficoltà a fare una scelta, per paura di commettere un errore. Tiroide Profonda tristezza per non essere riusciti a dire ciò che si sarebbe voluto. Sensazione di essere troppo lenti rispetto a ciò che ci si aspetta da noi. Impotenza, sensazione di essere bloccati in una situazione, di essere con le spalle al muro, in un vicolo cieco. Essere bloccati nel parlare o nell’agire, essere impediti ad agire. Nessun diritto di parlare, di esprimersi. Non sentirsi ascoltati. Difficoltà ad affermarsi. Una delusione o un’ingiustizia non sono state “inghiottite” e rimangono bloccate in gola. Ernie L’angoscia implode dentro e chiede di essere liberata. Il desiderio di staccarsi o lasciare una situazione in cui ci si sente bloccati, ma in cui si rimane per paura di perdersi qualcosa, di solito beni materiali. Autopunizione perché ci incolpiamo, incapacità di raggiungere determinati obiettivi che vorremmo. Frustratezza per il duro lavoro, sentirsi spinti ad andare troppo oltre o cercare di raggiungere il nostro obiettivo in modo eccessivo, che richiede troppo. Un’ondata mentale (di stress) cerca di fuggire. Ma, inoltre, la posizione dell’ernia ne indica il messaggio emotivo in modo più preciso e complementare: Ernia inguinale (all’inguine): difficoltà a esprimere la propria creatività, un segreto che teniamo nascosto e che ci causa dolore. Desiderio di rompere con qualcuno che non ci piace, ma con cui ci sentiamo impegnati o obbligati a stare. Vorremmo andarcene, liberarci da questa situazione. Ernia ombelicale: nostalgia del grembo materno, dove tutto era facile e ci sentivamo completamente al sicuro. Rifiuto della vita. Ernia del disco: conflitto interiore, troppa responsabilità, senso di inutilità, non sentirsi all’altezza di ciò che ci si aspetta da noi, progetti e idee non riconosciuti. La colonna vertebrale rappresenta il supporto. Bisogno di supporto, assistenza, ma difficoltà o incapacità di chiedere aiuto. Ernia iatale: sentirsi bloccati nell’esprimere i propri sentimenti e le proprie percezioni. Repressione delle emozioni. Voler avere il controllo, non lasciarsi trasportare dalla vita, ma piuttosto controllarla. Ginocchia Dolore al ginocchio, ginocchia flaccide, ginocchia che scricchiolano, dolore al menisco: rifiuto di piegarsi, di “inginocchiarsi” (di sottomettersi), di cedere, orgoglio, ego, carattere inflessibile, o al contrario, si sopporta senza osare dire nulla, si persiste, ma le ginocchia ci dicono che non siamo d’accordo con la situazione. Difficoltà ad accettare commenti o critiche dagli altri. Problemi con l’autorità, la gerarchia, problemi di ego, orgoglio. Dover inchinarsi per trovare pace. Ambizione frenata o frustrata da una causa esterna. Testardaggine, umiliazione. Senso di colpa per aver ragione. Rabbia per essere stati troppo facilmente influenzati. Pelle Le malattie della pelle hanno molto spesso origine da un conflitto di separazione mal gestito, una separazione vissuta male dalla madre o dal bambino, o dalla paura di rimanere soli e dalla mancanza di comunicazione. Separazione da se stessi: autoironia agli occhi di chi ci circonda. Prestare troppa attenzione a ciò che gli altri potrebbero pensare di noi. Eczema Ansia, paura del futuro, difficoltà a esprimersi. Impazienza e irritazione per non riuscire a risolvere un problema. Separazione, dolore, perdita di contatto con una persona cara. Nei bambini, l’eczema può derivare da uno svezzamento prematuro o dalla difficoltà della madre ad accettare che il bambino non sia più “in lei”. Svezzamento dall’allattamento al seno o ritorno al lavoro della madre, e senso di colpa inespresso, che il bambino prova e quindi somatizza. Litigi o tensioni in famiglia, che il bambino prova. Insicurezza. Acne Un modo indiretto di allontanare gli altri, per paura di essere scoperti, di mostrare chi si è veramente, perché si pensa di non poter essere amati per come si è. Poiché ci si rifiuta, si crea una barriera che impedisce agli altri di avvicinarsi. Rifiuto della propria immagine, personalità o nuovo aspetto. Vergogna per i cambiamenti corporei. Difficoltà a essere se stessi, rifiuto di assomigliare al genitore dello stesso sesso. Psoriasi Una persona è spesso ipersensibile, a disagio nella propria pelle e desidera essere qualcun altro. Non si sente riconosciuta e soffre di problemi di identità. La psoriasi è come uno scudo protettivo. Un bisogno di sentirsi perfetta per essere amata. Spesso un doppio conflitto di separazione, sia con due persone diverse, sia un vecchio conflitto irrisolto riattivato da una nuova situazione di separazione. Sentirsi sminuiti o rifiutati, al limite. Proteggersi dalla vicinanza fisica, o proteggere la propria vulnerabilità, erigendo una barriera. Braccia Ci sono molte cause emotive legate al dolore e ai problemi alle braccia. Le braccia sono un’estensione del cuore e sono legate all’azione del fare e del ricevere, così come all’autorità e al potere. Il dolore alle braccia può essere collegato alla difficoltà di amare ciò che si deve fare. Sentirsi inutili, dubitare delle proprie capacità, il che porta la persona a chiudersi in se stessa e a provare pena per la propria sofferenza. Convinzione di doversi prendere cura di qualcuno. Sentirsi inadeguati quando sono il “braccio destro” di qualcuno. Difficoltà ad abbracciare gli altri e a mostrare loro affetto. Trattenere se stessi dal fare le cose per sé perché ricordano giudizi negativi e divieti dell’infanzia, che sono stati dolorosi. Non permettersi di prendere o rimpiangere di aver preso qualcosa, o pensare di aver ottenuto qualcosa senza meritarlo. Relativo al giudizio dei genitori. Voler tenere qualcuno tra le braccia per tenerlo sotto controllo, ma doverlo lasciare andare e non essere più in grado di amarlo e proteggerlo (un bambino, per esempio). Sperimentare il fallimento, doversi arrendere. Spalle La funzione principale delle spalle è quella di portare. Portano gioie, dolori, responsabilità e insicurezze. Il peso delle nostre azioni e di tutto ciò che vorremmo fare ma non ci permettiamo o non osiamo. Ci rendiamo responsabili della felicità degli altri, prendiamo tutto su di noi, abbiamo troppo da fare, ci sentiamo schiacciati, senza sostegno, senza sostegno. Il dolore può manifestarsi anche quando ci viene impedito di agire o quando ci vengono imposte delle cose. Quando viviamo una situazione che non desideriamo più, vogliamo andare avanti, ma la mancanza di fiducia in noi stessi ci trattiene. Ci manca il supporto, ci mancano i mezzi. Non ci sentiamo aiutati. Una persona cara o uno dei nostri genitori sta vivendo un momento di tristezza e vorremmo prenderci cura del suo dolore e dei suoi problemi e liberarlo da essi. Trattenere la rabbia verso un figlio o un’altra persona che se la prende comoda mentre non ci concediamo nemmeno il diritto di prenderci una pausa. Al lavoro o a casa, con il partner, ci sentiamo obbligati a sottometterci, ci sentiamo dominati senza osare reagire. Proviamo insicurezza emotiva (dolore alla spalla sinistra) o materiale (dolore alla spalla destra). Spalle rigide e rigide sono il segno di un blocco nel flusso di energia dal cuore, che va alla spalla, poi al braccio; il braccio dà (il braccio destro) e riceve (il braccio sinistro). Questo blocco energetico è spesso trattenuto in un’articolazione o in un tessuto (capsulite, borsite). L’energia deve fluire dal cuore alle braccia per permetterti di fare e realizzare i tuoi desideri. Indossi maschere, blocchi i tuoi sentimenti, porti rancore (dolore ai muscoli trapezi, soprattutto a quello sinistro), a volte verso te stesso. Paralizziamo le nostre spalle per impedirci di andare avanti, di fare ciò che vorremmo veramente. Ci prendiamo il peso addosso invece di esprimere le nostre richieste e i nostri sentimenti, per paura di turbare gli altri. Difficoltà o incapacità di alzare le braccia: profondo conflitto con la nostra famiglia, difficoltà a stare in piedi da soli. Parla con il tuo corpo Cerca di cambiare, chiarire o lasciar andare la situazione che ti sta turbando. La parola stessa “malattia” indica questo meccanismo di espressione corporea: “il dolore ha parlato”. Il tuo dolore sta cercando di dirti qualcosa, di segnalarti che qualcosa sta interrompendo la tua armonia, di attirare la tua attenzione su qualcosa che deve essere cambiato nella tua vita. Non aver paura, non odiare le tue malattie! Riconosci e accetta le tue emozioni; se le provi, esprimile a parole e accetta i tuoi sentimenti. Una volta riconosciute, accettate e rilasciate le emozioni negative, il corpo può smettere di inviarti questo messaggio: “Il dolore ha parlato”. »
Le giornate cariche di luce,calore e energia spingono tutti ad attivare una vita all’aria aperta mare,passeggiate e tormentoni estivi. Il 21 giugno le giornate iniziano ad accorciarsi e il 25 giugno si festeggia San Giovanni che si celebra con la raccolta dell’ iperico ideale per tutte le difficoltà della pelle. Trascorrendo tanto tempo al sole si produce vit.D e si stimola la produzione di collagene proteggendo la pelle dagli uvb e dalla disidratazione. Si può bere il tè verde e il tè bianco come ottimi antiossidanti. Il colore predominante in giugno é il giallo che rievoca il sole e giugno é il mese dove staccare i pensieri per seguire le emozioni di pancia. Si presta attenzione alla distrazione che arreca difficoltà a muscoli soprattutto il cardiaco.Anche il sistema nervoso risente delle poche ore di sonno. Inoltre la pelle inizia a produrre la melanina per Proteggersi dai raggi solari attenzione all’esposizione solare. Bevande fredde e gelati raffreddano l’intestino….ma la natura é così generosa da regalarci frutti come ciliegie, fragole,pesche albicocche nespole …e piante medicinali come :
Malva ricca in mucillagini antiinfiammatoria. Ortica riminerilazzante ottima per anessi cutanei. La calendula chiamata sposa del sole disiifnismmante. Basilico dalle ottime proprietà digestive. Tiglio calmante e rilassante ideale per ri bambini. Per gli appassionati delle SPA é il periodo giusto per la fangoterapia che volendo si può ricreare a casa… bastano 1litro d acqua e un cucchiaio di sale Marino e 1 kg di argilla… applicato sulle pelle serve come rimineralizzante allevia gli edemi e riattiva il metabolismo del tessuto adiposo. Si sta in posa 15′ coperti da pellicola !!
“Non son perfetta! SONO DIVERSA… Perfezione rispetto a chi,rispetto a cosa poi? DIVERSA E UNICA.”
Penso che per attuare un qualunque cambiamento occorre in primis accogliere e accettare.
Accettare il proprio corpo è un passo fondamentale per innamorarsi di sé stessi e valorizzare la propria unicità.
Si siamo unici e irripetibili…
OGNI DONNA E’ BELLISSIMA A MODO SUO con le sue caratteristiche e le sue qualità uniche che la rendono SPECIALE.
Imparare ad amare il proprio corpo, con tutte le sue imperfezioni, è un gesto di rispetto che può portare ad un benessere interiore e quindi ad aver piú attenzione verso sé stessi.
“Accogliere” e “accettare” sono due parole con sfumature diverse.
Accogliere significa aprirsi, ricevere con calore e disponibilità le diversitá. È un atto fatto con un atteggiamento positivo e rispettoso verso le differenze valorizzandole come ricchezza.
Le differenze sono crescita.
Accettare le diversità significa invece avere la capacità di riconoscere che siamo unici e tollerare le differenze senza giudicarle o respingerle.
È qualcosa che parte da dentro e che riguarda il superamento di pregiudizi e di stereotipi.